Biennale di Venezia. Arte in un mondo globale

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L’appuntamento con la Biennale di Venezia è sempre un appuntamento emozionante. Per questa 56 esima Esposizione Internazionale d’Arte, si è pensato di far parlare tutte le lingue dell’arte e del mondo per riflettere sulla storia presente. Non solo espressione di artisti provenienti da ‘paesi forti’, per volontà del direttore artistico Okwui Enwezor che ha messo il focus sul rapporto tra le arti e la realtà di un mondo globalizzato. 89 sono le nazioni partecipanti con decine di eventi e mostre collaterali. Impossibile vedere tutto in un giorno.

pavillon suisse pamela rosenkranz,our product

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Padiglione CecoSlovacco,Jirí David

Padiglione CecoSlovacco,Jirí David

La mia passeggiata comincia ai Giardini ed ho apprezzato particolarmente i Padiglioni Svizzero,
CecoSlovacco, Russo, la poetica installazione del Giappone e la forza di quella di Fiona Hall per l’Australia, la tecnologia coreana, l’ironia inglese di Sarah Lucas, il teatro all’aria aperta del francese Boursier- Mougenot.

 japan pavillon,Chiharu Shiota

japan pavillon,Chiharu Shiota

Padiglione Australia, Fiona Hall

Padiglione Australia, Fiona Hall

Padiglione Corea , Moon Kyungwon & Jeon Joonho

Padiglione Corea , Moon Kyungwon & Jeon Joonho

 Padiglione Francia, Boursier- Mougenot

Padiglione Francia, Boursier- Mougenot

British pavilion, Sarah Lucas

British pavilion, Sarah Lucas

All’Arsenale scelgo le tele monumentali di Georg Baselitz, la meravigliosa installazione di sacchi di juta realizzata dal giovane artista ghanese Ibrahim Mahama e quelle molto suggestive della turca Kutlug Ataman con diecimila ritratti su micro pannelli a cristalli liquidi e dell’artista tedesca Katharina Grosse che espone  frammenti di meteoriti, detriti e stracci coloratissimi.

Georg Baselitz

Georg Baselitz

Ibrahim Mahama

Ibrahim Mahama

Kutlug Ataman

Kutlug Ataman

Katharina Grosse

Katharina Grosse

Un discorso a parte secondo me merita il Padiglione Italia con Vanessa Beecroft che fonde aspetti della classicità con citazioni da Duchamp; con l’installazione ‘della memoria’ di Marzia Migliora che riproduce plasticamente una vecchia foto ritrovata; i cappotti scuri di Kounellis esposti su freddi binari; l’evanescenza dell’immagine proposta da Francesco Barocco; la versione contemporanea di statua equestre di Alis/Filliol e l’interpretazione di Giuseppe Caccavale del Codice Vallardi di Pisanello. Sono solo alcune opere, ma la biennale richiede tempo e sguardo. Fino al 22 novembre!

Cougar da marito, ovvero come ti stravolgo un significato

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Ilaria Perfetti a 1 Stile in un ritratto di Giovanni Fortunati

Cougar, parola già foneticamente aggressiva, nello slang anglosassone indica donne sulla quarantina a caccia di giovanotti con cui intrattenersi, non necessariamente a briscola.

La nostra protagonista invece, pur rispettando il target anagrafico, va a caccia di signori attempati e moooolto benestanti, anzi di uno solo della categoria, da sposare e con cui sistemarsi in vista della terza/quarta età..

L’ironia di Ilaria Perfetti è dunque già nel titolo e …tramortisce. Se avete voglia di aprirvi a un largo sorriso, se sentite il bisogno di una risata liberatoria, ecco, avete trovato il vostro libro. Meglio del Prozac, con una qualità rara: questa ironia è raffinatissima e il ritmo del racconto, lo slang – qui tutto virgiliano- non è solo piacevole, ma estremamente intelligente.

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La copertina del libro per le Edizioni IL RIO

La protagonista incontra subito il candidato perfetto, ma non lo riconosce fino all’ultimo capitolo quando…beh non esageriamo: un po’ di sorpresa ve la lascio!

Tra la visita a una sfilata, una camminata in montagna, una serie di nuotate alla Cano, l’autrice trova il modo di presentarci una carrellata di ritratti di personaggi sopra e sotto le righe. E lei? Eugenia è sincera e schietta, anche quando fa di tutto per travestirsi. Ché il libro sfoggia un’inesauribile serie di dress code giusti per ogni occasione, rivelandosi anche uno svelto manuale di trucco e parrucco.

Ilaria Perfetti in un ritratto di Andrea Dugaria

Ilaria Perfetti in un ritratto di Andrea Dugaria

Libro da leggere, magari all’ombra di un cappellone, comodamente seduti su una sdraio con un Negroni a portata di mano. Magari ad Acapulco. Perché se dovete aspettare la stagione giusta alla Cano, fa in tempo a scriverne un altro!

Ilaria Perfetti è giornalista de La Voce e stasera 29 ottobre alle ore 20 presenterà il libro al Tre60wood in via Grazioli 4, a Mantova.

L’art pour l’art, ovvero come acquisire strumenti per interpretare la pittura moderna

FraccariL’ART POUR L’ART

Come interpretare la pittura moderna

25 Novembre | 2 – 7 – 14 dicembre;  ore 17 / 18:30

A cura del prof. Claudio Fraccari

Le avanguardie storiche

Il corso indaga le principali linee di sviluppo della pittura moderna, a partire dai precursori di fine Ottocento per inoltrarsi poi nel Novecento. L’obiettivo è fornire una metodologia di analisi del prodotto artistico al tempo delle avanguardie, ossia al di fuori delle consuetudini fruitive e critiche impiegate per interpretare l’arte precedente.

Le quattro lezioni prevedono una ricca documentazione di opere; in coda a ciascuna lezione verranno inoltre citati video inerenti all’argomento.

PRIMA LEZIONE

  1. Implosione ed esplosione dell’Impressionismo.
  2. La linea espressionista

– I precursori: Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Ensor, Munch.

– I Fauves: Matisse, Derain, Vlaminck.

Die Brücke: Kirchner, Schmidt-Rottluff, Nolde.

– La Secessione viennese: Klimt, Schiele, Kokoschka.

– Modigliani e Picasso a Parigi.

SECONDA LEZIONE

  1. La linea razionalista

– Il postulato di Cézanne.

Pointillisme (Seurat, Signac) e divisionismo (Previati, Segantini).

– Il Cubismo analitico e sintetico: Braque e Picasso, Gris e Léger.

– Il Futurismo: Balla, Boccioni, Carrà.

De Stijl e Mondrian.

– Malevic e il Suprematismo.

TERZA LEZIONE

  1. La linea realista

– La lezione di Courbet, Daumier, Degas.

– Dal gruppo Novecento a Strapaese.

– Dal realismo socialista al muralismo messicano: Rivera e Siqueiros.

  1. La linea simbolista e surreale

– Gauguin come ispiratore di Pont Aven e Nabis.

– La Metafisica italiana: Carrà, De Chirico, Savinio, Morandi.

– Il Surrealismo iconico: Magritte e Dalì.

– Il caso di Chagall.

QUARTA LEZIONE

  1. La linea astrattista

– Monet e le Ninfee.

– Der Blaue Reiter: Kandinsky e Klee.

– Il Surrealismo aniconico: Ernst e Mirò.

  1. La linea dell’oggettualità

– Il non-finito di Cézanne.

– Il collage cubista.

– Il Dadaismo: Duchamp, Ray, Schwitters.

Da 8 a 15 persone 80 euro cad.

Iscrizioni entro 9 novembre – scrivendo a hg1stile@gmail.com, Tel. 339 5836540

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Se il piatto da consumare è la donna

Giuliana Natali e la sua installazione, omaggio ai visitatori, 'Ricette in viaggio'

Giuliana Natali e la sua installazione, omaggio ai visitatori, ‘Ricette in viaggio’

Parlare della mostra di Giuliana Natali ’Faim de Femme’ significa inevitabilmente parlare di lei. Questo accade spesso, poiché le opere rispecchiano il sentire dell’artista, sono frutto delle sue esperienze e competenze. Per molti di loro si tratta di fare ricerca continua all’interno del proprio percorso artistico: è il caso della Natali.

Il concetto di Fame (Faim) è legato alla carnalità femminile, da sempre associata alla madre, ma anche ad Eva, immagine della lussuria, dell’irrazionalità, della fragilità, della seduzione.

In primo piano l'opera 'Maternità'

In primo piano l’opera ‘Maternità’

Ed è a quest’ultima che si riferisce la società dei consumi (Fame) che strumentalizza il corpo femminile per vendere un’ampia gamma di prodotti, fino a cannibalizzarlo. Natali si ispira a questo senso di vacuità che vive nel quotidiano, anche come insegnante, e lo esprime nel proprio procedere metodico, costante e ripetitivo del disegnare, del ritagliare, dell’intrecciare. Il risultato è l’insistenza del vuoto, del bianco, della modularità ossessiva delle forme.

'Maschera autoritratto'

‘Maschera autoritratto’

Nella mostra le opere ‘tipiche’ di questo metodo esecutivo pongono il visitatore di fronte a domande profonde sulla propria esistenza, sui tempi in cui viviamo e sulla nostra capacità di metterci in relazione. E le Vanitas, elementi-immagini disseminate ovunque, richiamano l’attenzione sugli aspetti più precari della nostra esistenza.

Ma c’è un altro aspetto che come un sottile fiume carsico serpeggia dalla prima all’ultima saletta espositiva: il calore degli affetti, l’attenzione alla natura. Dal cinguettio che accoglie sulla porta il visitatore alla ‘Valigia degli affetti’ che sorprende per il suo contenuto di lanoso pelo di gatto raccolto amorevolmente per dodici lunghi anni. Giuliana Natali concede alla vita e alle persone un’attenzione profonda, è donna del suo tempo, anche se la sua straordinaria manualità e pazienza vorrebbero collocarla in un’epoca in cui questi erano attributi tipicamente femminili, non meccanici.

' La valigia degli affetti'

‘ La valigia degli affetti’

FAIM DE FEMME
Giuliana Natali

Aperta fino al 24 ottobre 2015
Dal martedì al sabato dalle ore 16 alle 19,30
ingresso libero

Home gallery 1 Stile
via P.F.Calvi 51 Mantova
www.1stile.com
m.3395836540

Quando il dettaglio più prezioso è un cuore generoso

A Bologna vive una giovane donna che, in una casa rossa sotto ai portici del centro, coltiva nel suo laboratorio il sogno di creare bijoux sorprendenti. Si chiama Barbara Del Rio.

Rachele indossa la paroure 'People at the Blue Lake '

Rachele indossa la paroure ‘People at the Blue Lake ‘

Su una struttura essenziale dà vita a forme e colori ispirati ad opere di artisti più o meno celebri. Dettagli preziosi vengono analizzati, rivisitati, portati all’attenzione. Su collane e orecchini rivestiti di stoffe seriche- che sono dappertutto, sparse anche dove lo sguardo non arriva- lei dipinge, stratifica, ricama… Il tempo non la sfiora, ché si fa buio e lei non se ne accorge.

Per il mese della prevenzione, per Mantova, città che ama (perché i simili si attraggono e lei è bella!), Barbara ha pensato al tema della Madre nell’arte. Ha osservato molti dipinti e, al loro interno, selezionato gli aspetti più solari e positivi, schivando l’insidia della sofferenza là dove si affacciava! Perché questa giovane donna sta combattendo una battaglia in una guerra che non le appartiene e le sue ‘creature’ hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e hanno già vinto per lei!

 

Lo shooting fotografico alla Corte Mainolda

Lo shooting fotografico alla Corte Mainolda

Prevenire, si diceva, grazie alla ricerca, oggi è spesso possibile, ma c’è ancora tanta strada da fare e siamo tutti chiamati a dare una mano perché l’informazione può circolare in tanti modi: anche attraverso un monile che di prezioso ha soprattutto l’affinità con chi l’ha creato.

Per tutto ottobre, mese internazionale della prevenzione, sarà possibile ammirare e acquisire i Bijoux di Barbara Del Rio in 10 negozi del centro storico di Mantova.

Giulia e Rachele con 'La Speranza II'

Giulia e Rachele con ‘La Speranza II’

L’iniziativa, in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi cui sarà devoluto il ricavato per finanziare la ricerca, vede in campo il Comitato Meglio Mantova per l’ospitalità alla mostra diffusa ‘Dettagli preziosi’ e la Galleria 1 Stile per gli aspetti organizzativi.

Giulia indossa la paroure 'Mother and child'

Giulia indossa la paroure ‘Mother and child’

 

 

 

ELENCO NEGOZI ESPOSITORI

La Bottega di Cavicchioni e Natali via  P.F.Calvi 53

Profumeria Lara Piazza G. Marconi 24

Profumeria Lara Corso Umberto I,1

Profumeria Lara Corso Umberto I,79

Bernardelli Donna via Roma 20

Etré piazza G.Marconi 1

Nike Corso Umberto I,9

Vestire via F.Corridoni 23

Mollard Shoes via G.Verdi 35

Bottega Arte Bolognesi via Leon d’Oro 14

rachele_newSi ringraziano Giulia Prandi e Rachele Zanetti, le più giovani imprenditrici di MeglioMantova, testimonial di Barbara Del Rio Bijoux per la campagna di raccolta fondi per la ricerca.

INFO hg1stile@gmail.com m. 3395836540

 

 

Autunno, stagione di formazione

Hai mai pensato di mostrare i tuoi scatti ad una persona esperta di fotografia? Qualcuno che cura mostre di settore, scopre talenti, partecipa come giurato alle selezioni degli artisti nei premi importanti!

Daniele De Luigi

Daniele De Luigi

Daniele De Luigi è questo e molto di più: intanto è una persona squisita, di grande garbo e sensibilità. Ha preso parte alla nascita di Giovane Fotografia Italiana ed è Curatore presso la Galleria Civica di Modena.

Nella giornata fissata per l’incontro con lui sono previsti due momenti distinti.

Al mattino verrà preso in esame il lavoro di alcuni artisti per individuare cosa fa la differenza nel loro lavoro, qualificandoli come bravi creativi nel campo della fotografia. Non vi sono formule da applicare e la tecnica è importante solo se supporta un’esperienza di ricerca.

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De Luigi curatore di una mostra di Marta Primavera

Al pomeriggio si analizzerà il lavoro dei partecipanti,  guardando i portfolio ponendoli non tanto sotto la lente del giudizio quanto sotto quella della personalità che li ha espressi. E Daniele sarà lì a mettere tutta la sua esperienza in campo: accanto a voi!

Una lezione a 1 Stile

Una lezione a 1 Stile

Il seminario ‘Sulla fotografia’ avrà luogo il 17 ottobre presso la Home Gallery 1 Stile a Mantova.

INFO: www.1stile.com  m. 3395836540

Conoscere la propria Città – Propedeutica a una città d’arte

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‘Signorina, lei è di Mantova? Gentilmente potrebbe indicarmi la chiesa di sant’Andrea?’

‘Guardi non so, provi a chiedere sotto i portici’.

Questo dialogo, cui ho assistito tempo fa, si svolgeva in piazza delle Erbe.

Un caso estremo? Forse, ma riporta d’attualità il tema dell’accoglienza del turista di cui ogni cittadino dovrebbe farsi carico.

Conoscere la propria città, la sua topografia, i principali edifici e  chiese di interesse storico-artistico, come e perché si è creato un tessuto urbanistico che influenza tuttora, con la sua bellezza, la percezione di chi vive e visita Mantova, costituisce un bagaglio culturale imprescindibile. Soprattutto per chi dell’accoglienza ha fatto la propria professione. Chi trasporta i turisti in auto, chi li accetta in una struttura alberghiera o li serve al ristorante, chi apre la porta di un negozio al cliente di passaggio, può trasmettere un messaggio di competenza riguardo alla propria città che non mancherà di essere elogiato altrove e nel tempo. È l’efficacia del passaparola!

Ci ho pensato e propongo di esplorare questo nostro antico territorio e patrimonio con un ‘agile’ corso composto di quattro incontri in cui non mancheranno aneddoti e curiosità che potrebbero rivelarsi una piacevole sorpresa anche per gli stessi mantovani!

Per info e prenotazioni: Cell 3395836540 oppure scrivere a hg1stile@gmail.com

PROPEDEUTICA A UNA CITTA’ D’ARTE | Lunedì 12/19 OTTOBRE – 9/16 NOVEMBRE ore 20/23

Docente Mara Pasetti

– Geografia del territorio

– Storia

– Arte

– Tradizioni, cultura mantovana

Iscrizioni entro 2 ottobre  (Maggiori info e prenotazioni – 339 5836540 – hg1stile@gmail.com)

Da 8 a 15 persone, 90 euro cad.

Un fattore che può fare la differenza qualitativa nell’accoglienza  turistica in una città è la preparazione culturale degli addetti ad accogliere: principalmente nel padroneggiare la lingua italiana e quelle straniere, ma anche nella conoscenza del patrimonio storico, artistico e di tradizioni che fa del territorio mantovano una ‘moneta’ spendibile in ogni angolo del mondo.

Occorre una profonda conoscenza delle proprie radici culturali per sviluppare un senso di appartenenza che aiuti a veicolarne i contenuti. A questo scopo ho pensato a quattro lezioni introduttive per conoscere Mantova a partire dalle sue caratteristiche territoriali, la sua storia, le tradizioni culinarie, culturali ed artistiche.

Dedicate a chi soprattutto è a contatto con i visitatori: commesse, cameriere, personale di sala, receptionist, pr, impiegati…

Chi è Mara Pasetti: Laureata in storia dell’arte e formatrice, con un master in didattica generale e museale. Da anni impegnata in percorsi di formazione per docenti e nella direzione di Laboratori di Espressione con il Colore (metodo L.Mancini), dal 2001 dirige l’associazione Ca’ Gioiosa, nell’ambito di un generale impegno per la valorizzazione del patrimonio artistico mantovano. È promotrice di iniziative per la diffusione della cultura artistica in ambiti socialmente disagiati e ha curato la realizzazione di documentari d’arte. Nella convinzione che l’educazione artistica sia utile fin dall’infanzia, Mara ho realizzato diversi testi didattici (“1438: in viaggio con Pisanello”, “Il Monopoli del Museo”, “Ma le ceneri di Giorgione erano morelle o berettine?”, “Conoscere Mantova: il percorso del Principe” , “La città di Andrea”, “La Forza dello Sguardo”, “Memostra”) dove alla parola si affianca il gioco. Negli anni è stata fautrice di progetti educativi a livello nazionale, coordinando diverse scuole per la creazione di laboratori scolastici in collaborazione con mostre d’arte e Università. Rientrano fra le sue poliedriche attività anche la realizzazione di videodocumentari (“Gonzaga. La Celeste Galeria: materiali e tecniche”, “Conoscere Mantova”, etc.) guide d’arte (“San Benedetto Po – Uno scrigno per Matilde”) e la progettazione di eventi culturali. Dal 2012 conduce la home gallery 1 Stile con proposte di mostre di arte contemporanea, corsi e eventi culturali. Nel 2014 progetta ed è tra i fondatori del Comitato MeglioMantova , realtà associativa che riunisce 27 aziende nei campi di arte, artigianato, cucina, moda, ospitalità, vino e cibo, che condividono l’ideale di rilanciare l’immagine dell’eccellenza mantovana nel mondo.

La bellezza imperfetta

Ali, 2015

Ali, 2015

Per conoscere Antonella Gandini basterebbe varcare la porta della sua casa e del suo studio, che sono contigui, ma distinti. E poi osservarla con attenzione perché è una di quelle persone che sa parlare col corpo, con la gestualità, con lo sguardo.

“ I commensali”, 2015

“ I commensali”, 2015

Ma, si diceva, degli spazi in cui vive e lavora, apparentemente molto diversi: ricco di stratificazioni il primo ti accoglie con un’atmosfera ‘imperfetta’ e vera, ricca di calore e suggestioni; lo studio ti ‘indica la via’, ti comunica professionalità, ordine, luce, tanta luce per lavorare e per guardare.

“la prova del budino sta nel mangiarlo “2014

“la prova del budino sta nel mangiarlo “2014

Tutto attorno Antonella ha scelto di vivere a contatto visivo con la natura, perché da essa attinge costantemente senso. Sempre in bilico tra realtà ed immaginazione, ci attrae nel suo mondo di immagini e lo fa servendosi del suo lavoro di artista.

Antonella ricerca la bellezza, nella sua accezione di armonia, ma va oltre il ’realismo’ dell’immagine prodotta – sia essa dipinto, fotografia, installazione, grafica, video o altro- nella consapevolezza dell’imperfezione insita in ogni cosa. Ciò che le interessa è stimolare con le sue opere la nostra immaginazione per far si che ci comunichino emozioni. E allora di fronte all’immagine di un corpo che diviene paesaggio non sarà importante chiedermi cosa rappresenta, ma domandarmi ed ascoltare che cosa sto provando. La bellezza è negli occhi di chi guarda.

Se riusciamo a superare l’ansia di ‘riconoscere’, dare un nome a ciò che vediamo, accantoniamo il nostro bisogno di sicurezze per far posto all’emozione che solo l’ignoto, lo sconosciuto evoca.

La bellezza imperfetta, 2014

La bellezza imperfetta, 2014

Per la mostra “ La bellezza imperfetta “ l’artista propone oggetti e immagini che evocano le ritualità ad esse connesse, funzioni vitali come l’alimentazione e la sessualità. Nelle salette della home gallery 1 Stile ancora una volta si rinnova la ‘magia’ di ambientare le opere in uno spazio intimo e raccolto, luogo ideale per l’incontro con l’arte attraverso il dialogo con se stessi.

locandina

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Mela

Mela, frutto proibito, pomo della discordia, premio per la più bella, simbolo di città e tecnologia…La mia metà della mela che vado cercando dai tempi di Platone…

A New York nel 2012 Alessia De Montis si interroga e, senza ancora saperlo, prepara la mostra ‘To be apple or not to be apple’. Sono video, installazioni, fotografie utili a fissare una riflessione.

To be apple or not to be apple, Alessia De Montis, installazione

                                      To be apple or not to be apple, Alessia De Montis, installazione

Da un video che coglie l’attimo in cui le mele sono tagliate una dopo l’altra con un colpo secco d’accetta e rotolano, divise, un pezzo da una parte e uno dall’altra, prende forma una grande installazione costituita da 61 fotografie di vario formato, anche molto piccole. Sono i ferma-immagine del video: asettiche, chirurgiche, come lo fu il fulmine di Zeus a dividere in due persone distinte gli ermafroditi di plutoniana memoria. Foto in bianco e nero, coerentemente.

copyrights Alessia De Montis

              copyrights Alessia De Montis

Ma il progetto va oltre per far entrare in scena la manipolazione della creta: come il vasaio biblico (Geremia 18) l’artista crea una nuova mezza mela che ricongiunge a quella tagliata. Ed ecco l’apparenza di un’unità ricreata, apparenza si badi poiché il finale smaschera l’impossibilità di un atto tanto perfetto. Un ultimo video mostra la cottura delle due mezze mele, di creta e di polpa, smascherando l’inganno e…la realtà della vita.

copyrights Alessia De Montis

           copyrights Alessia De Montis

Presso 1 Stile la mostra della brava artista toscana sarà ospitata fino al 20 giugno.