Silvia Beccaria, ovvero “Dei bisogni e dei rimedi “.

di Mara Pasetti

Quando si guarda un tessuto non ci si sofferma mai a pensare che è composto da centinaia, migliaia di fili. Invece un tempo era normale accorgersi di quanto complessa fosse una trama, si era abituati a osservare il lavoro che le donne facevano sedute per ore al telaio. La nostra storia più antica è permeata della tessitura, al telaio generazioni intere hanno consumato occhi e braccia, ché questa è un’opera dove è richiesta attenzione, pazienza, ma anche forza

FUGA DI NOTTE, lino e gomma

FUGA DI NOTTE, lino e gomma

Un tempo anche si osservavano con meraviglia le raffigurazioni sugli arazzi parietali che assolvevano al compito di mantenere il calore negli ambienti e al contempo allietavano con la loro bellezza. Da un lato i cartoni forniti dagli artisti, dall’altro le manifatture che traducevano i disegni in opere tessili: tutti conoscevano il tempo e il valore racchiuso in un arazzo.

 

TUTANKHAMON, lino, cotone,seta e carta

TUTANKHAMON, lino, cotone,seta e carta

 

 

 

 

 

 

 

Nell’era dei caloriferi si parla di Fiber art per definire un tipo di artigianato artistico che cerca di riportare la nostra attenzione  sulle opere tessili di artisti contemporanei. La torinese Silvia Beccaria, educatasi alla scuola dell’olandese Martha Nieuwenhuijs, ha trasformato l’amore per i fili intrecciati tra loro in  materia espressiva, in strumento di relazione ed educazione. Accade così che, attraverso il farsi di una tela, riannodi i fili di un ragionamento smarrito, dia ordine a un caos interiore: con i disabili o tra le mura di un penitenziario.

La tessitura, per le sue caratteristiche immaginative e di  precisione  concilia la fantasia creativa con la concretezza del fare ripetitivo, l’estro con il gesto. E’ terapeutica per chi crea e per chi ne fruisce : non vi è nulla che riordini il caos interiore, che a volte ci può spaventare, come la quieta visione di una trama di centinaia di fili messi al loro posto.

ERBA LUNA credits foto Mariano Dallago

ERBA LUNA credits foto Mariano Dallago

Silvia Beccaria però non si accontenta, lei ci mette anche la ricerca nella sua passione. Il risultato è sotto i nostri occhi nella mostra “Libere trame”, interessante ossimoro perché quest’artista toglie certezza all’ordine, ridona nobiltà a materiali desueti e, in un percorso al contrario, non sgrezza la materia filata, ma anzi ne ricerca la forma originale. L’arazzo si anima e ci coinvolge con esiti tridimensionali; si illumina al buio continuando a farci compagnia; ci parla di tende nomadi, della natura e di  prodotti di laboratorio. Insomma per ognuno di noi Silvia ha capito un bisogno e immaginato una soluzione! Una genialità affinata dall’amore per le persone.

http://www.1stile.com

LIBERE TRAME

LIBERE TRAME

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